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DTVIII-OO.SS. Nota al dott. Flore ed al Consigliere Alesse

Dettagli
Scritto da UILPADogane
Pubblicato: 19 Giugno 2023

AI

Direttore
al Personale dott. R. Flore

e
p.c. Al Direttore Generale Cons R. Alesse

SEGRETERIE NAZIONALI
FPCGIL/CISLFP/UILPA/FLP/CONFINTESA/USBPI

LE MODALITA’ ATTUATIVE DEL LAVORO AGILE TRADITE


E’accaduto quello che tutti noi temevamo.
Malgrado le rassicurazioni del direttore Frisario che dirige le tre regioni di Puglia Molise e Basilicata dell’Agenzia delle Dogane e Monopoli che al tavolo sindacale del 12 giugno ci sottolineava che nei tre incontri con i direttori e responsabili dell’Agenzia aveva dato solo indicazioni sulle modalità applicative del lavoro agile suscettibili di essere adattate alle richieste dei lavoratori e alle necessità degli uffici, stiamo invece verificando che sta accadendo quello che avevamo previsto vale a dire sta prevalendo una condizione di applicazione restrittiva del lavoro agile.Una organizzazione che invece poggia su principi di flessibilità e innovazione, finalizzata anche ad andare incontro a chi effettivamente si trova in una condizione di necessità di disabilità, patologie, maternità o di
lontananza della sede lavorativa.
Invece nell’Agenzia di cui parliamo, si stanno adottando m odalità applicative che inaspriscono in modo incomprensibile la direttiva nazionale e si accaniscono paradossalmente di fronte alle esigenze dei lavoratori e del loro benessere e che non aiutano il decollo del lavoro agile.La diffidenza mal celata da parte dei re sponsabili e i lacci e laccioli aggiunti a quella che è una direttiva nazionale già restrittiva non favoriscono certo il benessere dei lavoratori e li demotivano ad una richiesta che appare complicata e farraginosa nella sua applicazione, oltre che ritard ata nell’autorizzazione e con una scadenza a tempo 19 settembre) che non consente una lettura effettiva della ricaduta della stessa sul rendimento lavorativo.
Si stanno imponendo rigidità che vanno dall’imposizione di evitare scelte di giornate lunghe o dei fine settimana piuttosto che fasce di contattabilità rigide in nome di regole di uniformità che poco hanno a che fare con la flessibilità principio cardine a cui si ispira lo smart working.
Chiediamo pertanto un autorevole intervento che metta fine ad uno scempio che sta vanificando quanto previsto dal Contratto trasformando in una concessione quello che è invece un diritto sancito dalle norme.
C’è un malcontento che percorre trasversalmente i lavoratori di tutti i territori e che non ci può far rimanere inerti, pertanto invitiamo le autorità in indirizzo ad intervenire per sanare la condizione succitata e ripristinare gli equilibri relativi al benessere lavorativo del personale.
Rimaniamo in attesa di riscontro.


                                                   FP CGIL                          CISL FP           UILPA        CONFSAL/UNSA           FLP         CONFINTESA               USB
                                                  Tomaselli                          De Giorgi         Albergo            Scopece                Giuliano            Bono                      Martire

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14 GIUGNO 2023: Firmato l'accordo -Partono le nuove Famiglie Professionali

Dettagli
Scritto da UILPADogane
Pubblicato: 19 Giugno 2023

PROSEGUE IL CONFRONTO SUI CRITERI PER LE PROCEDURE DI PASSAGGIO TRA LE AREE E SUI CRITERI DI SELEZIONE DELLE POER
PREANNUCIATO L’AVVIO DELLA TRATTATIVA SUI PASSAGGI ECONOMICI ALLINTERNO DELLE AREE

In data 14.06.2023 si è tenuto l’incontro tra ADM e OO.SS. nazionali avente per oggetto le Famiglie Professionali, i criteri di selezione per i passaggi verticali in deroga e i criteri di selezione delle POER.
Vogliamo tuttavia informarvi che, preliminarmente all’avvio della riunione, come CGIL - CISL e UIL, abbiamo chiesto al Direttore del Personale di calendarizzare un incontro per iniziare a contrattare l’ulteriore procedura per i passaggi economici all’interno delle aree come concordata ad inizio 2022.
Al riguardo l’Amministrazione, rappresentando la necessità di completare alcuni passaggi tecnici per formulare una proposta, ha preannunciato che sull’argomento sarà convocato uno specifico incontro entro la fine del mese.
Si è proceduto quindi a continuare la trattativa sulle Famiglie Professionali che ha portato alla sottoscrizione di un Accordo che, di fatto, supera e chiude la scelta di spezzettare le funzioni in una molteplicità di profili professionali adottata dalla precedente gestione e sulla quale a suo tempo avevamo rappresentato la nostra netta e ferma contrarietà.
Le nuove Famiglie Professionali - introdotte dal CCNL Funzioni Centrali nell’ambito del nuovo ordinamento del personale inquadrato per aree - sono improntate, con criteri di omogeneità, per tipologie e posizioni di lavoro. In tal modo il personale ADM, con questo accordo, si vede ricostruiti i contenuti delle attività, delle professionalità e, finalmente, delle possibilità di carriera.
L’accordo può essere sintetizzato così: una Famiglia inquadrata nell’Area degli Operatori, due Famiglie nell’Area degli Assistenti e quattro famiglie nell’Area dei Funzionari dove a quelle speculari con l’Area degli Assistenti (amministrativo/tributaria e tecnica) si aggiungono quelle per cui è prevista l’iscrizione all’albo (chimici/biologi e Ingegneri).
Sono previste per le stesse 4 famiglie anche le figure delle Elevate Responsabilità nella neo quarta Area.
Ma, come detto, l’accordo consente a tutti i lavoratori, a partire dagli operatori fino alla quarta Area (quando sarà istituita), la possibilità di sviluppo di carriera, restando nell’ambito delle competenze della propria famiglia e/o in un altra Famiglia se in possesso dei requisiti di accesso previsti dal CCNL.
I dipendenti ADM in sostanza saranno inquadrati all’interno delle nuove Famiglie Professionali sulla base della tabella di equiparazione tra i vecchi profili e le nuove Famiglie e, grazie alla nostra specifica richiesta, potranno chiedere nel primo semestre dell’anno, di transitare in un’altra Famiglia Professionale se in possesso dei requisiti necessari.
Grazie alla sottoscrizione dell’accordo, a seguire, è subito iniziato il confronto sui criteri per i prossimi passaggi verticali, previsti “in deroga” dall’art. 18 del CCNL.
In proposito abbiamo immediatamente ribadito la necessità di trovare soluzioni per i 151 idonei alla selezione per la terza Area. Tale soluzione è per noi condizione necessaria per determinare anche i nuovi criteri delle procedure, sui quali comunque il confronto ha fatto passi avanti.
Nel merito abbiamo rappresento che i criteri dovranno avere il giusto equilibrio tra riconoscimento dei titoli (anzianità, titoli di studio, esperienza) per non vanificare lo spirito contrattuale sulla applicazione della norma in deroga.
Ma, proprio per la nostra posizione che, come noto, è finalizzata ad ampliare le possibilità di carriera in favore dei nostri colleghi, abbiamo anche ribadito la necessità, con l’occasione della definizione delle Famiglie Professionali, di rivedere le nuove dotazioni organiche in modo da attuare una operazione di “apicalizzazione” della dotazione organica della terza Area, proprio per permettere ulteriori passaggi verticali già nell’ambito delle procedure in deroga previste dal CCNL.
L’amministrazione ha fatto proprie tutte le proposte del tavolo e si è riservata in uno dei prossimi incontri di presentarci una proposta più dettagliata.
Si è infine proceduto a continuare il confronto sui criteri di selezione delle POER. L’Amministrazione, recependo buona parte delle nostre proposte, ha riformulato una proposta che valorizza in maniera marcata l’anzianità di servizio e i titoli di studio, ha ridimensionato il peso degli incarichi ricoperti precedentemente e facendo incidere la valutazione individuale con i criteri dell’ultimo passaggio di fascia . Inoltre è prevista una sola prova orale su competenze specifiche per la Posizione a cui si partecipa che, di fatto, supera la farsa del videomessaggio adottata dalla precedente gestione negli ultimi mesi.
Come CGIL-CISL-UIL abbiamo chiesto di rinviare al prossimo incontro la chiusura del “confronto” sull’argomento POER per valutare meglio la proposta e eventualmente suggerire ulteriori correttivi.
L’incontro pertanto si è aggiornato ad una data presumibilmente dell’ultima settimana di giugno.


Roma 15 giugno 2023


                                                                          FPCGIL                                   CISLFP                                   UILPA
                                                                         Iervolino                                    De Caro                                 Procopio

 

 

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DTVIII -OO.SS. Comunicato unitario riunione del 12 giugno 2023

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Scritto da UILPADogane
Pubblicato: 13 Giugno 2023

 Direzione regionale ADM di Bari 

DTVIII -  Puglia, Molise e Basilicata

Ieri pomeriggio si è svolta la riunione, da noi richiesta, per conoscere i tempi e le modalità di attuazione della Direttiva Direttoriale sul Lavoro Agile

Il direttore dell’Agenzia interregionale Dogane e Monopoli di Puglia Molise Basilicata, dott. Frisario ci ha informato che nell’ambito di tre incontri effettuati con direttori provinciali e gli stessi responsabili,sono state convenute delle indicazioni riguardanti le modalità applicative previste dalla richiamata Direttiva.
In apertura dei lavori abbiamo fatto presente che l’accordo sul Lavoro Agile è scaduto lo scorso 31 maggio e che, malgrado l’Agenzia abbia messo a disposizione regolamento e modelli già per quella data, fino alla data odierna non è stato possibile procedere alla conclusione del nuovo accordo.
Si è quindi insistito sul fatto che inseguire il concetto di uniformità di applicazione negli Uffici ( più volte richiamato dal Direttore) snatura di per sé la naturale vocazione del Lavoro Agile che deve essere strumento utile e adatto a contemperare le esigenze di vita familiare e personale del lavoratore con quelle pur estremamente variegate dell’Ufficio.
Le scriventi hanno sottolineato l’urgenza alla sottoscrizione degli accordi individuali e che gli stessi,in quanto tali, andavano ritagliati sulle esigenze dei lavoratori, che devono incrociarsi con le peculiarità degli uffici ribadendo, inoltre, che è necessario non discostarsi da quanto prevista dalla Direttiva Direttoriale senza porre ulteriori e inutili rigidità (divieti a priori di fruire di alcuni giornii della settimana etc).
Nell’incontro, durato circa quattro ore, il dott. Frisario ha sottolineato che ha inteso dare solo indicazioni di massima ai direttori provinciali, indicazioni suscettibili di essere adattate alle esigenze del personale e ai relativi contesti lavorativi.
Il direttore dunque ci ha rassicurato.
Noi, a chiusura del tavolo, abbiamo sottolineato che riponiamo certamente fiducia nelle parole del direttore ma crediamo ai fatti, pertanto staremo a vedere quali saranno gli accordi effettuati, vale a dire se si ritaglieranno effettivamente su quanto prescrive la direttiva nazionale o riducono ancora di più quegli spazi di flessibilità e quei principi a cui il lavoro agile si ispira.
Nel caso, saremo pronti ad intervenire con tutti gli strumenti che la norma ci consente.


                                                               FPCGIL                       CISLFP                   UILPA                 CONFSAL/UNSA                     FLP
                                                             Tomaselli                      De Giorgi                 Albergo                     Scopece                       Giuliani

 

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OO.SS. Comunicato unitario: Incontro del 9 giugno 2023

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Scritto da UILPADogane
Pubblicato: 10 Giugno 2023

In data 09 giugno 2023 si è tenuto l’incontro tra Agenzia e OO.SS. Nazionali con all’O.d.G.il coworking, le famiglie professionali e i criteri di selezione delle POER.
Relativamente al Coworking (lavoro a distanza) si è conclusa la fase di confronto che ha portato ad una intesa - dopo quelle su smart working e telelavoro - che prevede l’attivazione di circa 250 postazioni a livello nazionale a cui potrà accedere il personale interessato e le cui assegnazioni saranno effettuate sulla base di una graduatoria che terrà conto della distanza della sede di servizio dal luogo di residenza, delle situazioni di invalidità (personali o di affini tutelate da legge) e della presenza di figli.
Grazie anche al contributo che abbiamo dato nell’ambito del confronto, rimangono garantite le attuali posizioni in coworking nell’ambito di alcune Direzioni Territoriali, così da contemperare le aspettative di altri colleghi che potranno accedere a tale istituto. E’ stato peraltro affidata alle DT la facoltà di valutare la costituzioni di ulteriori postazioni.
Subito dopo, abbiamo chiesto al Direttore del Personale di definire, prima di affrontare gli altri argomenti, la distribuzione delle somme del Fondo 2021 come “Budget di sede” alle Direzioni Territoriali. Si è così proceduto alla sottoscrizione dell’accordo che permetterà, una volta esaminato dagli organi di controllo, la possibilità di attivare a livello territoriale la contrattazione locale per distribuire le somme dovute ai lavoratori.
La trattativa è poi proseguita sulla definizione delle “Famiglie Professionali” che completeranno il nuovo ordinamento per aree introdotto dal CCNL, consentendo così di procedere alle nuove assunzioni di personale, inquadrato in “ambiti professionali” che superano e chiudono la prolificazione di Profili che la precedente gestione aveva adottato.
L’attivazione delle famiglie professionali è peraltro indispensabile anche per concordare passaggi interni di Area, al netto del nostro impegno, che continua, per superare la questione dei 151 idonei del passaggio da seconda a terza Area.
La proposta su cui si sta basando la trattativa semplifica e raggruppa i tanti ex profili seguendo un principio di omogeneità degli ambiti professionali e delle mansioni assegnate, garantendo nel contempo percorsi di sviluppo professionale a tutti i lavoratori.
L’argomento è stato aggiornato all’incontro già previsto per mercoledì 14 p.v.
Anche il confronto sui criteri di selezione per le POER è stato rinviato al prossimo incontro.
Noi in conclusione abbiamo proposto unitariamente all’Amministrazione di mettere in calendario anche la definizione di un accordo per gli ulteriori passaggi entro le aree con decorrenza 2023 e l’apertura di un confronto, di seguito alla definizione delle famiglie professionali, per l’individuazione nell’ambito delle dotazioni organiche di un percorso di “apicalizzazione” che consenta di mantenere aperte le possibilità di carriera del personale dell’Agenzia.

 
Roma 10 giugno 2023
                                                                FPCGIL                     CISLFP                           UILPA
                                                               Iervolino                      De Caro                        Procopio

 

 

 

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Il voto alle donne: punto di arrivo o di partenza?

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Scritto da UILPADogane
Pubblicato: 31 Maggio 2023

 

Voto alle donne: conquista importantissima nella storia dell’emancipazione femminile passata attraverso movimenti delle donne che da oltre un secolo cercano riconoscimenti di ruoli pubblici perché in assenza del diritto di voto non c’è rappresentatività per affermare i propri diritti.
Impeto e passione, coraggio e determinazione, arrivati fino a noi attraverso echi non sopiti delle voci di donne che ancora risuonano nei libri di storia, nei romanzi, nelle poesie, nei canti portandoci nei loro pensieri, nella loro vita.
Un percorso non lineare con istanze sempre respinte e non solo in Italia indipendentemente dai diversi contesti e momenti storici, politici, culturali che le donne hanno sempre affrontato attraverso la costituzione di movimenti, reti, dimostrazioni, petizioni, marce, scioperi della fame per dare visibilità alla richiesta di riconoscimento del suffragio universale anche per loro. Voci di donne capaci di superare le singole posizioni sociali, i singoli ideali e visioni della vita cercando intenti comuni perché consapevoli del bisogno di ridisegnare la società per occupare ruoli pubblici riservati agli uomini sfidando con coraggio convenzioni e stereotipi, dell’importanza di costruire, di studiare, di organizzare il modo di rappresentarsi anche fuori dalle mura domestiche. Consapevolezza che non tutte le donne, nella loro contemporaneità, hanno raggiunto nello stesso momento anche se tra loro non mancarono voci dissonanti. E, nel lungo cammino verso il voto alle donne, ci sono state, anche se rare, voci di uomini a favore.
Ad aprire ad un progressivo ed importante spazio pubblico per le donne che lavoravano era stata la rivoluzione industriale perché il lavoro diventava luogo di emancipazione, dove la ricerca di uguaglianza con gli uomini significava, e significa ancora, riconoscimento di diritti. Riconoscimento che si accompagnava a diversi modelli o più esattamente alle “nuove” identità che uscendo dalla sfera privata si presentavano, e si presentano ancora, nella società e che le donne sentivano, e sentono ancora, il bisogno di ri-definire con la crescente consapevolezza della propria unicità come persone. Questo processo cominciò ad allontanare, nel tempo, la visione idealizzata della donna del passato dedita esclusivamente alla famiglia, rifiutandola quale esistenza “normalizzata” in quell’ ideale e trasformarla attraverso lo studio, il lavoro, la partecipazione alla vita pubblica; partecipazione alla vita pubblica in modo attivo di donne appartenenti alle diverse classi sociali, nobili, borghesi, operaie, contadine, maestre, telegrafiste… portando ognuna il proprio contributo, le proprie conoscenze, il proprio coraggio, la propria determinazione. La rivoluzione industriale apriva in quegli anni anche all’impatto delle trasformazioni sociali sul diritto (i “germi” del futuro, i “germi dei diritti sociali”).

Ma quando nasce la questione femminile?
La questione femminile nasce in Europa con la rivoluzione francese quando una donna, Olimpe de Gouges, presenta, senza trovare accoglimento, una “Dichiarazione dei diritti della Donna e della Cittadina” per avere una tutela giuridica tale da permettere alla donna l’esercizio dei propri diritti di uguaglianza, civili e politici, gli stessi riservati agli uomini. Alla fine dell’Ottocento la condizione delle donne aveva uno stato di minorità rispetto agli uomini. Uno stato riservato sia alle donne dei ceti agiati che vivevano in un modello femminile che si esprimeva all’interno delle loro case cercando fuori dalla famiglia attività da svolgere come beneficenza o come occupazioni lavorative più consone al loro stato sociale, favorite anche dalla possibilità di accesso all’istruzione, sia alle donne delle classi non agiate, che non avevano accesso all’istruzione, che lavoravano come operaie nelle fabbriche, come contadine, come domestiche, come commercianti, come sarte, maglieriste, ricamatrici… con salari bassissimi aggiungendo questo lavoro a quello della cura della casa e dei figli. Lavori svolti per necessità anche se non sufficienti per i bisogni della famiglia ma che, di fatto, erano anche una apertura, se non l’unica, al mondo “fuori dalla famiglia” per le donne delle classi non agiate. Per le donne borghesi, le donne dei ceti più alti, il lavoro “fuori dalla famiglia” poteva rappresentare, invece, per padri e mariti, incapacità a mantenere la propria famiglia.
I primi movimenti per il diritto di voto nacquero nel 1848 negli Stati Uniti mentre in Europa nel 1897 ma solo nel 1903, con la fondazione del “National Union of Women’s Suffrage”, attraverso dimostrazioni, petizioni, marce, scioperi della fame si riuscì a dare visibilità alla richiesta di riconoscimento del suffragio universale, cioè anche alle donne.
Riconoscimento che arrivò negli Stati Uniti nel 1919 mentre in Europa, nel 1907 per le donne finlandesi, nel 1923 per le donne inglesi, nel 1931 per le donne spagnole e portoghesi, nel 1944 per le donne francesi, nel 1945 per le donne italiane, nel 1971 per le donne svizzere.

Il cammino delle donne in Italia.
Nel nostro Paese le prime richieste per il suffragio alle donne risalgono all’indomani dell’Unità d’Italia, nel 1861, con una petizione presentata alla Camera dei deputati delle donne lombarde affinché il loro diritto di voto riconosciuto dal Codice austriaco teresiano seppur con delle limitazioni (benestanti e amministratrici dei loro beni e la possibilità di essere elette in alcuni comuni) fosse esteso a tutte le donne italiane. Diritto di votare ma non di essere elette riconosciuto alle donne anche nel Granducato di Toscana con un decreto del 1848. Nello Statuto Albertino (che vigeva dal 1848 nel Regno di Sardegna e dal 1861 nel Regno d’Italia), dove l’uomo occupava “naturalmente” la sfera pubblica e le donne “naturalmente” si dedicavano alla cura della famiglia e della casa, l’uguaglianza davanti alla legge di “Tutti i regnicoli, qualunque sia il loro titolo o grado…” affermata nell’articolo 24, era rivolta “naturalmente” solo agli uomini, limitando la capacità giuridica delle donne sottoponendola alla tutela dell’uomo, padre o marito. Passi importanti, ma non decisivi per l’uguaglianza, fu l’approvazione della legge n. 4176 del 1877 che riconobbe alla donna il diritto a testimoniare negli atti normati del Codice Civile, la sentenza della Corte di Appello di Ancona del 1906 che, a differenza di altre Corti di Appello per le stesse istanze in altre città italiane, riconobbe l’iscrizione alle liste elettorali di alcune maestre marchigiane respinta però dalla Regia Corte di Cassazione di Roma che, in riferimento all’articolo 24 dello Statuto Albertino si espresse così “ …è così ovvio che le donne siano escluse dal diritto di voto, che non si è sentito il bisogno di dichiarare tale concetto nella formulazione dello Statuto Albertino”, e l’abrogazione dell’autorizzazione maritale con la legge n.1176 del 1919. Interessante, da punto di vista giuridico, l’interpretazione dell’articolo 24 dello Statuto Albertino, di Ludovico Mortara, Presidente dell’allora Corte di Appello di Ancona, che superando “ogni prevenzione personale” sull’estensione del diritto di voto alle donne dichiarò: “Essa non si cristallizza in una forma iniziale per sempre irriducibile, ma vive la vita stessa della civiltà, ed è animata dallo spirito di questa. Indagarne il significato, indicarne l’intenzione è compito del magistrato innanzi a cui sorge la controversia su tale proposito ed in relazione al caso dal quale essa è occasionata.” (1)
Dall’Unità d’Italia alla prima guerra mondiale diverse sono state le azioni per migliorare la vita delle donne, con il riconoscimento non solo del diritto di voto ma anche con forme di tutela della loro condizione sociale e lavorativa. Azioni che hanno visto petizioni, proposte di legge, nascita di movimenti e associazioni femminili organizzate e con organi di stampa propri.
Il primo movimento delle donne nacque a Milano nel 1880 quando Anna Maria Mozzoni insieme ad altre donne fondarono la “Lega promotrice degli interessi femminili” non solo per il diritto di voto e l’abolizione dell’autorizzazione maritale ma anche per i diritti sociali (Cassa di maternità, istruzione… ). Nel 1899 nacque, sempre a Milano, ad opera di donne di diversa estrazione sociale l’Unione femminile che, diffondendosi velocemente anche in altre città, diventò, nel 1905, nazionale. Un movimento a favore del suffragio alle donne rappresentando allo stesso tempo la specificità femminile anche attraverso la pubblicazione dal 1901 al 1905 di un mensile. Nel 1903, a Roma venne fondato il “Consiglio nazionale delle donne italiane” affiliato all’ “International Council of Women” che raccoglieva diverse associazioni femminili; attraverso questo Consiglio, i movimenti delle donne italiane entrarono nel movimento internazionale. Il “Consiglio nazionale delle donne” organizzò a Roma, nel 1908, il primo “Congresso delle donne” che affrontò i temi dell’istruzione, del lavoro, della salute e dei diritti politici delle donne rappresentando le diverse classi sociali. Un evento per quei tempi straordinario che ebbe una grande risonanza nella stampa e dove parteciparono anche alcuni uomini illustri senza diritto di voto ma che non ebbe gli effetti sperati.
Un punto di svolta sembrò arrivasse nel 1912 con l’inserimento del suffragio anche alle donne nel dibattito parlamentare sul suffragio universale; l’emendamento a favore delle donne raccolse solo 48 voti e fu respinto.
La prima guerra mondiale tolse spazio alle attività per il suffragio alle donne ma le vide impegnate come crocerossine, come operaie … al posto degli uomini al fronte.
Dopo la guerra, venne approvata la legge n. 2125 del 1925 che concedeva il voto alle donne con determinati requisiti e limiti per le elezioni amministrative che, di fatto, non entrò in vigore per la riforma degli enti locali.
Si tornò a parlare di suffragio alle donne alla fine della seconda guerra mondiale: le donne avevano acquisito ancora più consapevolezza sull’importanza della loro partecipazione attiva nella vita pubblica e ancora più determinazione dopo aver vissuto e affrontato con coraggio un’altra guerra e partecipato attivamente anche alla Resistenza.
Le donne votarono così per la prima volta per le amministrative nel 1946 con candidate elette nei consigli comunali e nel 1948 per il referendum del 2 giugno e furono elette 21 donne alla Costituente su 226 candidate.
La presenza delle donne che votarono sia nel 1946 sia nel 1948 fu eccezionale.
Le donne Costituenti elette consapevolmente agirono insieme per inserire nella Costituzione la parità giuridica con gli uomini in tutti i campi, famiglia, lavoro, istruzione, trattamento economico… il cammino per una piena cittadinanza delle donne iniziava…
Pagine ancora da scrivere…

Allora, porgiamo l’orecchio…
echi…
da un passato lontano e vicino
da non dimenticare
per entrare nella vita delle donne
che hanno lottato per i loro e per i nostri diritti
insieme
superando le loro differenze sociali e culturali
parole ancora vibranti
dalle voci di alcune di quelle donne…


“ …io sarò l’interprete, povera interprete delle nostre aspirazioni che diranno la via , anzi le nuove vie, che sentiamo deve seguire con ardore sempre più intenso e fede sempre più sicura, la donna che vuole cooperare efficacemente a febbrile e spesso doloroso lavoro di evoluzione che la società compie...”

 

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  1. OO.SS. Comunicato unitario del 30 maggio 2023
  2. OO.SS.:23 maggio 2023 -Richiesta incontro urgente
  3. Riunione del 23 maggio . Comunicato delle OO.SS.
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