LA RIORGANIZZAZIONE LA PAGHIAMO NOI !!!
I sindacati firmatari avallano l’aumento delle PO a carico del Fondo


Cisl, Unsa, Flp e Confintesa, non contenti di aver firmato un CCNL al ribasso che ha determinato una perdita del 10% del potere d’acquisto dei nostri stipendi, si accaniscono ora anche sul nostro salario definito “accessorio”.
Una scelta che riteniamo inaccettabile, perché scarica su tutta la platea del personale i costi di un processo organizzativo deciso unilateralmente, senza un reale confronto né una valutazione condivisa sugli impatti economici e operativi.
Il salario accessorio di ciascun dipendente diminuirà di circa 200 euro: una vergognosa “colletta” forzata imposta ai lavoratori per finanziare la riorganizzazione, che l’Agenzia considera atto gestionale e prerogativa dirigenziale, salvo poi finanziarla con i soldi dei dipendenti.
Il comportamento dei sindacati firmatari, che per inciso rappresentano nell’Agenzia una minoranza, è poi al limite della provocazione: “il finanziamento complessivo delle PO non dovrà impegnare un euro di più rispetto all’importo che attualmente viene utilizzato” tuonava uno dei loro ultimi comunicati.
Spacciare quello siglato giovedì per un accordo a “costo zero” è infatti un insulto all’intelligenza e alla memoria dei lavoratori, che hanno il diritto di conoscere come vengono spesi i soldi del fondo e a non essere presi in giro con informazioni fuorvianti e narrazioni costruite ad arte.
Se poi consideriamo l’impegno a prevedere nella contrattazione di sede territoriale ulteriori posizioni di responsabilità da remunerare, siamo al gioco delle tre carte: dilazionano la spesa per confondere il reale finanziamento, ipotecando la trattativa locale di RSU !
Le PO prima di questo accordo pesavano pochissimo sul Fondo, grazie allo stanziamento della L. 8/2020 (1,4 milioni) che ha consentito di liberare risorse da destinare alla produttività collettiva. Questo stanziamento è stato ottenuto grazie ad una mobilitazione contro i tagli al salario accessorio che ha portato risultati concreti per tutti, e che ora loro destinano a pochi, vanificando così i risultati di una rivendicazione che ha impegnato per anni sindacati e lavoratori.
Non siamo contro il riconoscimento delle responsabilità, ma pretendiamo che si smetta di attingere dalle nostre tasche per pagare l’organizzazione del lavoro.


Giu’ le mani dal nostro salario !!!