Stato di agitazione per il nostro futuro

 Alle colleghe, ai colleghi, ai Responsabili sindacali, alle RSU 

Come sapete, con una nota al ministro Gualtieri, abbiamo proclamato lo stato di agitazione del personale. Lo abbiamo deciso intanto perché siamo stati posti davanti alla legge di Stabilità che, nonostante le nostre reiterate richieste rappresentate anche alla Autorità politica, nonostante la manifestazione dello scorso novembre, non ha previsto nulla (300 assunzioni rispetto ad una carenza di quasi 3.000!) per recuperare la gravissima carenza di organico, né è stato approvato alcunchè rispetto al taglio delle risorse economiche che subiamo da anni.

E tutto questo mentre risulta non sia stato definito il decreto MEF che avrebbe dovuto stanziare - con ben due anni di ritardo - le somme per il Fondo 2018.

Ma quello che rende insopportabile l’atteggiamento della Politica nei confronti dei lavoratori doganali, è che dalle parti di via XX Settembre starebbero pensando, udite udite, di tagliare proprio dal 2018 le risorse storiche, già depauperate, del Fondo, inventandosi che i 16 milioni e mezzo di euro utilizzati fino al 2017 per il lavoro straordinario devono essere decurtati perché posti a carico dell’Agenzia. Si, proprio così, decurtati!

Basta, la misura è colma!

Non solo non viene posta alcuna attenzione alla funzionalità ed alla efficienza dell’Agenzia, ma qui si vorrebbero punire 10.000 lavoratori che ogni giorno svolgono funzioni fondamentali per la Ue e per la sicurezza del nostro Paese e che, nella loro qualità di ufficiali di polizia tributaria e giudiziaria, sono impegnati nel contrasto delle frodi nell’ambito dei commerci internazionali, delle truffe sui prodotti soggetti ad accisa, delle infiltrazioni criminose nel settore dei giochi, del fenomeno della ludopatia. Lavoratori che tra venti giorni saranno chiamati ad un impegno eccezionale che - con questo tipo di atteggiamento punitivo e di considerazione negativa - dovrebbe garantire al Paese di fronteggiare fenomeni di portata internazionale come la gestione della Brexit e la cosiddetta guerra dei dazi.

I conti sono presto fatti. Se passasse questo disegno ogni lavoratore doganale subirebbe, a partire dal 2018, una decurtazione salariale nel triennio di circa 6.000 euro, il blocco delle progressioni economiche e del riconoscimento delle indennità previste per legge!!! Avevamo preannunciato che avremmo comunicato le modalità ed i tempi dello stato di agitazione. Eccole.

CRONOPROGRAMMA DELLE INIZIATIVE

Dal 13 e fino al 22 gennaio saranno attivati dalle nostre strutture territoriali momenti unitari di informazione ai lavoratori, all’utenza, agli organi di stampa e TV, in tutti gli uffici doganali e dei monopoli.

Giovedi 23 gennaio: FISCO DAY

con ASSEMBLEE unitarie di almeno due ore in tutti gli uffici, con particolare riferimento alle sedi di confine, aeroportuali e portuali, in concomitanza con LA ANALOGA INIZIATIVA dell’Agenzie delle Entrate.

Giovedi 6 febbraio: MANIFESTAZIONE NAZIONALE

che si terrà sotto la sede del Ministero dell’Economia e delle Finanze

insieme ai colleghi dell’Agenzia delle Entrate che protestano

per le nostre stesse rivendicazioni.

Roma 10 gennaio 2020

FPCGIL                         CISLFP                            UILPA                       CONFSAL/Unsa                                 FLP

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